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Gli insopportabili

L'intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Michele Serra mi ha ricordato perché la sinistra non vince più e non vincerà nei prossimi venti anni. Perché dice senza ridere che Carlin Petrini, quello dello slow food, è "uno dei pochi leader mondiali che abbiamo in questo paese" e a riprova porta il fatto che "frequenta Carlo d'Inghilterra". Perché la colpa di tutto è sempre del Vaticano, nuovo sfogatoio per la frustrazione radical-chic, dunque il Pd non va votato perché "c'è una spina che non si può inghiottire: la Binetti". Perché questi insopportabili maitre-à-penser ci rifilano sempre le loro belle serate atticiste: "Ogni tanto mi chiedo se non sto frequentando troppi giornalisti, professori, urbanisti, architetti, scrittori". Colpo finale, finto egualitarista, ancora più insopportabile: "Avrei bisogno di frequentare idraulici".

Non abbiamo proprio capito, noi democratici, che il problema non è frequentare idraulici o candidare singoli operai, ma esserlo davvero?

Tornare ad essere figli del popolo, mescolati ad esso, senza spocchia o senso di superiorità e anzi, con un pizzico di vergogna per essere arrivati fin qui senza mai lavorare sul serio. La nostra sconfitta ha questa radice: Veltroni e D'Alema non hanno neanche la laurea, eppure mai un giorno di lavoro vero, tonnellate di chiacchiere in Fgci e poi tutti dietro da più di trent'anni a battere loro le mani. E Serra a dire che Veltroni è tanto bravo, D'Alema tanto intelligente (Bertinotti no perché frequenta i salotti e lì c'è il capolavoro dell'intellettuale organico), così il coro è sempre alimentato e parte un altro giro di giostra.

Dovremmo smontargliela davvero.

Pubblicato il 17/8/2008 alle 13.16 nella rubrica MEDIA E SPETTACOLO.

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