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Un saluto, senza rimpianti

Per carità, capisco il momento e quello che scrivo adesso immagino sarà criticato, ma il discorso di saluto di Veltroni non mi è piaciuto per niente. Moscio e buonista sulla questione delle "scuse", in assenza sostanziale di autocritica; permaloso nella questione della mancanza di solidarietà nei suoi confronti. Ma come, prima ti dici orgoglioso del partito che non è una caserma, poi ti lamenti e dici polemicamente: "Non farò agli altri quel che è stato fatto a me?".

Un saluto, senza rimpianti. Veltroni è stato un grande politico, coerente nel sogno di una vita di costruire il Partito democratico, lucido nella scelta di andare da soli alle elezioni, perfetto nella campagna elettorale. Poi, dopo la sconfitta alle politiche, dopo Roma e la Sicilia, avrebbe dovuto dimettersi e convocare il congresso, per costruire le condizioni vere del ricambio generazionale, della nascita del vero Pd, quelle delle energie nuove.

Veltroni non è bravo nelle uscite di scena. Questo, più o meno, da sempre. Il discorso di oggi non ha fatto eccezione.

Pubblicato il 18/2/2009 alle 12.58 nella rubrica POLITICA ED ECONOMIA.

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