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La radio italiana è molto peggio della tv

Non sapete quanto io sia innamorato della radio. I miei programmi migliori li ho fatti lì (Domani è tardi, Settanta in due, Contro Adinolfi) e ho lavorato con questo straordinario mezzo fin dal 1991. Ma avete provato a fare zapping radiofonico ultimamente?

A parte il becerume delle radio romane calcistiche, vi beccate la superficilità estrema e ridanciana del novantacinque per cento dei conduttori, la pretenziosità di alcuni (c'è uno su Radio Incontro che ogni mattina infila parole complicate a caso nel discorso, per darsi un tono, spettacolare, andrebbe ascoltato tutti i giorni come esempio di comicità involontaria continua), il luogocomunismo di quasi tutti, le scelte musicali banali o inutilmente ricercate.

Niente radio popolare, niente approfondimento, niente filo diretto serio con gli ascoltatori. Persino Radio Radicale ormai è solo una radio di propaganda.

La radio poteva salvarci dalla tv. E invece, fatte salve le "ridotte di qualità" su Radiotre e Radio 24 (in particolare la Zanzara di Giuseppe Cruciani, forse il miglior programma radiofonico italiano dell'anno, insieme al sempre comunicativamente perfetto Giuliano Ferrara), la radio nel nostro paese è molto peggio della televisione.

Pubblicato il 3/6/2009 alle 10.8 nella rubrica Diario.

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