Leggo sui blog e sulle testate di centrosinistra tutto uno scandalizzarsi per le parole del cardinale Bagnasco sulle prossime elezioni. Come qualsiasi associazione, anche la Chiesa cattolica indica ai suoi "iscritti" dei criteri di orientamento del voto. Ci sono confessioni religiose che a Roma e non solo indicano addirittura la preferenza da assegnare. Bagnasco ha voluto dare un'indicazione di massima e ribadire quella che per i cattolici praticanti è un'ovvietà riguardo al tema dell'aborto.
Non sono ingenuo, vivo a Roma e vedo bene l'attivismo di parrocchie, ambienti e potentati vicini alla Chiesa cittadina a favore di Renata Polverini e so bene che Bagnasco con il suo discorso di ieri ha voluto dare un placet ufficiale a questo attivismo. La traduzione "laica" del discorso di Bagnasco è: cari cattolici del Lazio, non votate Emma Bonino. Resta la questione: è un intervento legittimo quello del presidente della Conferenza episcopale italiana? Può il capo della Chiesa italiana dare indicazioni di voto?
Io ritengo normalissimo che la Chiesa persegua i suoi interessi e dia indicazioni di voto in linea con i suoi valori. L'intervento di Bagnasco non è stato né sguaiato, né propagandistico, né di bassa caratura. Bagnasco ha volato alto e nel mezzo ha piazzato una stoccata all'assoluto altro-da-sé, cioè al candidato più anticlericale mai presentato dal centrosinistra italiano. Una candidatura che io ho considerato un errore, figlio però della pochezza della classe dirigente democratica di Roma e del Lazio, dove un quindicennio di potere ha generato personaggi di vertice (D'Alema, Veltroni, Rutelli, Bettini) il cui unico obiettivo è stato garantirsi la perpetuità impedendo la crescita di una classe dirigente alternativa e generazionalmente innovativa, svincolata da logiche feudali. Bonino in questo vuoto si è sapientemente infilata. E il 29 marzo rischia di essere il nuovo governatore della regione Lazio.
Se lo sarà, lo sarà anche con il mio voto. Mi considero un cattolico, ma ho trasgredito a talmente tanti comandamenti che Bagnasco non si offenderà se farò prevalere la mia morale laica (e la mia disciplina di partito) anche questa volta. Tra Bonino e Polverini non c'è paragone di statura, la candidata del centrodestra è una miracolata di Ballarò con problemi seri sulla gestione delle tessere dell'Ugl, non voglio pensare a quel che combinerebbe con i miliardi di euro che gestisce una regione, circondata poi com'è dalla cricca di loschi figuri che ormai l'hanno quasi commissariata. In politica si sceglie il meno peggio e il meno peggio alle elezioni del Lazio è Emma Bonino, con buona pace del cardinale Bagnasco a cui rinnovo però tutta la mia stima per l'ottimo e sensato e legittimo discorso di ieri. Voterò anche Pd con preferenza al ventenne Livio Ricciardelli.
Ho avuto un momento di tentazione di voto disgiunto a favore della candidata presidente della Rete dei Cittadini, Marzoli, la cui esperienza somiglia molto a quella di Democrazia Diretta. Ma sarebbe un voto disperso. E a me da piccolo hanno insegnato a votare seguendo questo criterio: vota sempre come se il tuo voto fosse quello decisivo. E' un bel criterio. Ve lo regalo.