Blog: http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it

Per ora, finisce qui

Ho deciso, mi prendo una vacanza dal mestiere di blogger sul Cannocchiale. Non dal mestiere di blogger in generale, proprio non potrei, ho un bisogno fisico che mi porta a scrivere tutti i giorni e a cercare attraverso lo scritto una dimensione di dialogo costante con chi (per un'alchimia strana e per me sempre inspiegabile) decide di seguire le parole mettendosi in connessione con questi luoghi e queste idee. Ma il Cannocchiale mi fa innervosire troppo, l'ultimo post (secondo me molto importante non solo per l'episodio di cui si occupava) è rimasto inaccessibile come tutto il mio blog per dodici ore consecutive, tra l'altro mentre il resto del portale viaggiava senza problemi e io che sono dietrologo ho visto il solito complottone. Poiché non mi piace diventare così e sono quasi certo che sia stato solo il solito guasto tecnico non imputabile alla volontà di nessuno, preferisco farla finita qui. Almeno per ora.

Sono stati sette anni incredibili di vita in cui mi è successo di tutto. Il mio blog sul Cannocchiale lo devo alla mia allora fidanzata B. che poi divenne blogger arcinota ella stessa. Me lo aprì perché ero appena tornato dall'Old Trafford di Machester dove la mia adorata Juventus aveva perso la finale di Champions con il Milano. Ero depresso, avevo anche perso le elezioni provinciali con gli amici di Democrazia Diretta e B. pensò che un blog mi avrebbe distratto. B. aveva ragione, mi conosceva bene. Era il 2 giugno 2003. La mollai per un'altra blogger affascinante e arcinota, che di nome fa A. anche se molti la conoscevano come V. e tutti come M., con cui ebbi una bella storia durata quasi quattro anni. Adesso sto con Silvia, che non è una blogger, considera tutti noi come una sorta di marziani, ha i piedi ben ancorati al terreno e forse proprio per questo tra una cinquantina di giorni mi renderà di nuovo padre.

Voi su questo blog avete conosciuto la "seienne", Livia, che nel frattempo è diventata quasi quattordicenne. Avete conosciuto i miei dolori e le mie esaltazioni. Mi avete visto combattere alcune battaglie politiche e anzi con qualcuno di voi ho combattuto fianco a fianco, alle regionali 2005, alle primarie 2007 e 2009, alle politiche 2008 per l'esordio del tanto agognato Partito democratico e sotto le insegne della straordinaria esperienza di Generazione U. Avete letto e commentato i miei articoli (per Europa, il Tempo, Reset, l'amatissimo Media Quotidiano e altri giornali), seguito le mie trasmissioni radiofoniche (Settanta in Due e Domani è Tardi) e televisive (tra tutte il Tornasole per Raidue, Pugni in Tasca per Mtv, Contro Adinolfi per Nessuno Tv, Finimondo e Morning Show per Red).

Qui ci ho messo tutto. La vita che scorreva, giorno dopo giorno. E le idee che si facevano, crescevano, si confrontavano con quelle di ciascuno di voi. In un flusso di coscienza collettiva senza censure, totalmente libero. E' stato un capolavoro. E i capolavori hanno un inizio e una fine. Questa è la fine. Per ora, sì, perché la possibilità di un sequel non se l'è negata mai nessuno (il Padrino e Rocky sono due capolavori, i sequel sono pure migliori, vero?).

Per certi versi è un ciclo che si conclude, anche se nessuna delle mie passioni si è spenta: continuo a considerarmi un intellettuale militante, giornalista per professione. Questo blog ebbe le sue iniziali fortune grazie a un romanzo pubblicato a puntate (Mundial), ora sono in tour per l'Italia per presentare il mio ultimo libro (La ricerca della costante) ambientato nel mondo del poker che ogni tanto ha fatto capolino tra queste pagine. Sul mio profilo Facebook e proprio sul mio blog di "poker professional" continuerà il dialogo tra noi, anche se con modalità diverse. Perché un blogger non smette mai di esserlo.

Ma sa quando deve mettere un punto e andare a capo.

Grazie a tutti, è stato meraviglioso trascorrere questi sette anni insieme. Mi mancherete.

Ci si trova per chi vuole su

www.marioadinolfi.com

Pubblicato il 7/5/2010 alle 12.54 nella rubrica Diario.

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