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Se Neri Marcorè decide sulla vita e sulla morte

E ADESSO ANCHE LA "LOCURA" DELL'EUTANASIA
di Mario Adinolfi per La Croce - Quotidiano? 

Un gruppo di volti televisivi dai nomi altisonanti (butto lì alla rinfusa: Platinette, Neri Marcorè, Selvaggia Lucarelli, Roberto Saviano, Filippo Facci, Mara Maionchi, Maurizio Costanzo, Paolo Mieli, Giulia Innocenzi, Rocco Papaleo, Luca Barbarossa, Vittorio Feltri, Umberto Veronesi) sono stati utilizzati dai radicali dell'Associazione Luca Coscioni per un video che chiede l'approvazione della legge di iniziativa popolare che legalizzerebbe l'eutanasia depenalizzando la soppressione di malati che, a sentire Veronesi, avviene sistematicamente e silenziosamente negli ospedali italiani. Oddio, silenziosamente mica tanto, c'è un'infermiera a Lugo che pare ne abbia ammazzati una novantina facendosi pure le foto in posa sorridente e soddisfatta accanto ai cadaveri ancora caldi con le macchine attaccate che indicavano il tracciato piatto della morte appena arrivata, indotta. Come si ricorda nel video che potete vedere qui http://youtu.be/gCfM2mEVQ8g per la legge italiana l'eutanasia è omicidio e si paga con quindici anni di carcere.

Fatemi dire subito che al video che i radicali hanno sapientemente costruito (mescolando i loro volti a quelli delle starlette, si riconoscono Pannella, Bonino, Cappato, Perduca) si fa fatica persino a rispondere seriamente tanto è smaccata la strumentalizzazione compiuta facendo leva sul terrore delle persone per il dolore. Guardavo Platinette imparruccato e mi veniva da pensare a quei geniacci di Boris che lo indicavano come il simbolo della "lucura", la pazzia incipiente di un'Italia "paese di musichette mentre fuori c'è la morte" http://youtu.be/ZIkgAkJftAE

Perché questa è davvero una pazzia. Il video cita "la Svizzera" come paese modello, dove l'eutanasia è depenalizzata e viene praticata in cliniche che vendono una siringa di cloruro di potassio necessaria alla bisogna dal costo di 13 euro a 18mila euro, quadruplicando ogni anno il loro fatturato. Si potrebbe dire: se proprio c'è tutta questa esigenza di agevolare i suicidi, la Svizzera non è terra lontana. Un'ora da Milano e si è là. Ma i radicali e le starlette ignare che sono state da loro strumentalizzate non vogliono la Svizzera. Loro vogliono dare copertura ai medici come Umberto Veronesi che vogliono praticare l'eutanasia anche negli ospedali pubblici dando copertura legale ai medici, che oggi sono costretti a praticare l'ammazzatora "silenziosamente" e facendo in modo di non farsene accorgere, perché se li beccano come hanno beccato l'infermiera di Lugo poi si fanno la galera. Esistono paesi dove quel tipo di eutanasia di Stato c'è: sono il Belgio, l'Olanda, il Lussemburgo.

Per capire come funziona l'eutanasia in quei paesi, dove è legale da più di una dozzina d'anni, vi consiglio di guardare il documentario che i circoli Voglio la mamma hanno provveduto a sottotitolare (sempre grazie a Marco Alciator e Lorenzo Ciampoli) e che non è un filmatino propagandistico e superficiale di tre minuti con le starlette. E' un documentario di un'ora, approfondito con persone che parlano a volto scoperto e sono infermieri, medici, familiari di pazienti soppressi attraverso "l'eutanasia legale" che è esattamente quel che viene chiesto dal video dei radicali. Loro vogliono l'eutanasia legale. Guardate il documentario e capirete cos'è l'eutanasia legale e a cosa porta http://youtu.be/i-bR53nANUI

L'avete guardato? Eh, lo so, un documentario di un'ora è cosa più complessa di un video di tre minuti con settanta personaggi che recitano uno slogan senza sapere di cosa stanno parlando. Hanno capito che l'aria è questa, la cultura della morte va di moda e si porta bene in società, fa apparire pensosi e socialmente impegnati pure Platinette e Selvaggia Lucarelli, è a costo zero, aumenta la popolarità. E allora forza con lo spot di tre minuti con la musichetta epica sotto. Un documentario è più faticoso da guardare. Ma guardatelo. E capirete bene tutto.

La mattanza che racconta, ventimila persone uccise, avviene in Belgio, Olanda, Lussembrugo. Paesi che hanno sistemi sanitari di prim'ordine e conti di quel sistema quasi a posto. Cosa pensate che avverrebbe se i medici potranno scegliere se eliminare i pazienti problematici o curarli? Si dirà: l'eutanasia è una libera scelta del paziente. Sì, come no. Riguardatevi il documentario. E stiamo parlando di Belgio, Olanda, Lussemburgo: la metà degli eutanasizzati, diecimila persone, non ha firmato il foglio della richiesta. Sono stati ammazzati dai medici, che ora chiedono di evolvere la legislazione e lasciare a loro la decisione sulle sorti di un paziente "perché il medico sa meglio d chiunque altro in che condizioni reali si trova il sofferente". La chiamano "eutanasia medica" o "eutanasia involontaria" ed è la prossima stazione di questa via crucis che l'umanità si sta autoinfliggendo, spacciando l'ammazzatora per mito di progresso.

La risposta dell'eutanasia come strumento per porre fine al dolore è terrificante, ancora più terrificante perché si nasconde terminologicamente nell'ipocrisia di una definizione convenzionale sconfinatamente distante dalla verità: la "dolce morte". Si vuole far pensare che accompagnare unapersona in sofferenza al suicidio sia un atto caritatevole, che il varare leggi che rendano questo comportamento non solo legale ma anche socialmente encomiabile sia un atto progressista. Invece è un atto barbaro, nazista. Chi vive nel dolore ha semplicemente più bisogno di noi e del nostroamore. Dovremmo trasformarci tutti in una mamma, che coccola un figlio malato. Invece vogliono trasformarci in aguzzini, che eliminano il problema della sofferenza nella maniera più disumana: accompagnando al suicidio.

Vi dicono che l'eutanasia serve a accorciare le sofferenza fisiche insopportabili di chi ormai medicalmente non ha alcuna possibilità di salvezza. Che dunque è un atto di pietà per persone senza speranza, che non trarrebbero alcun beneficio dall'accanimento terapeutico. Ora, premesso che sono anche io contrario a qualsiasi accanimento terapeutico, c'è una grande differenza tra accompagnare una persona sofferente verso la fine e brutalmente "suicidarla".

Andiamocele a leggere bene queste leggi "progressiste" degli Stati che hanno introdotto l'eutanasia. Riguarda solo i malati terminali? Certo che no. Chiunque viva una "sofferenza insopportabile" anche solo di natura psicologica può chiedere allo Stato diessere suicidato con una iniezioncina letale. Così in Belgio nel 2013 sono stati uccisi due gemelli neanche quarantacinquenni che per un glaucoma avrebbero avuto la concreta possibilità di rimanere ciechi. Non erano ciechi. Lo sarebbero, forse, diventati. Poiché erano anche sordi i due hanno avuto il "forte sostegno della famiglia" che si è riunita per celebrare l'apoteosi del suicidio di Stato come eliminazione del problema della sofferenza.

In Belgio, Olanda, Lussemburgo sono stati soppressi dementi, bambini sofferenti, adulti psicologicamente labili, ovviamente anziani gravemente malati, persone colpite da morbo di Alzheimer: l'eutanasia è per tutti. Serve a risparmiare ai sani la vista del dolore. Io non trovo umanamente accettabile che davanti al dolore anche estremo l'investimento principale non sia nelle cure palliative, nella terapia del dolore, in ultima analisi nell'amore da riversare sul prossimo sofferente. Uno Stato che trovi come scorciatoia, anche in termini di costi da sostenere, quella di spingere gli addolorati a chiedere di essere eliminati, mi sembra uno Stato invadente in maniera insopportabile e in prospettiva molto, molto pericoloso.

Le leggi sull'eutanasia sono molto pericolose, possono trasformare in maniera terrificante la dimensione tragica ma umanamente suprema del momento della morte, possono desacralizzarla e portarla in un territorio brutale di calcolo costi-benefici. Non diamo spazio alla cultura della "dolce morte". E' dolce solo la vita. 

Non credete alle starlette, non fermatevi alla loro superficialità strumentalizzata. Ragionate con la vostra testa. Non fatevi fregare ancora una volta dalla cultura mortifera che si è fatta pensiero unico, che sta coltivando un unico pensiero: trasformare le persone in cose. E le cose deteriorate in cose eliminabili.

Le persone non sono cose. Le persone sofferenti si curano, si abbracciano, si amano anche quando prendersi cura di loro costa tanta fatica e preferiremmo veder cancellato il dolore. Ma una iniezione di cloruro di potassio non è la soluzione, se diventasse pratica legalizzata aprirebbe semplicemente le porte all'inferno.

Pubblicato il 11/12/2014 alle 5.45 nella rubrica Diario.

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