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La rivoluzione fatta altrove

La mia rubrica quotidiana su Europa è arrivata alla terza settimana sana e salva. Oddio, ci sono alcune reazioni stizzite e altre più complimentose, quindi vuol dire che il risultato minimo è stato raggiunto: ci leggono. Quanto al fatto di non piacere a tutti, me ne sono fatto una ragione molto tempo fa. Anzi, è una sensazione che vi consiglio.

PARIGI, MALGRADO L’OSCURITA’ PROFONDA

Di Mario Adinolfi per Europa

Les Blogs 2.0
Mi devono spiegare perché queste cose nell’Europa continentale le sanno fare solo a Parigi. Andate sul sito di Les Blogs 2.0 (www.lesblogs.typepad.com) e scoprirete non solo che il 5 e 6 dicembre prossimi centinaia di blogger di tutto il mondo si incontreranno nella Ville Lumière per parlare di questioni rilevanti come la sfida dei blog al mondo delle aziende o la capacità dei blog di influenzare le decisioni politiche. Scoprirete anche che è la seconda volta che lo fanno e che l’incontro del 26 ottobre 2004 è stato un successo planetario, tanto che quest’anno lo sponsor dell’iniziativa è la Nokia e comunque per partecipare bisogna iscriversi pagando poco meno di trecento euro e gli organizzatori ci si fanno ricchi. Perché in Francia sì e da noi no?

Tre italiani
Voi direte: non si fa in Italia, ma ci saranno legioni di italiani che premono per partecipare. Con duecentomila blog aperti e centomila blogger attivi in lingua nostrana, che ci vuole a mandare una dozzina di smanettoni a Parigi? In venti vengono dagli Stati Uniti, in quindici da Gran Bretagna e Germania, in cinque persino dalla Nigeria. E dall’Italia? I partecipanti annunciati sono tre. La solita figura. Considerato però che dal Ghana arrivano in due, siamo stati bravi. Ma chi sono i tre coraggiosi? Il primo è Paolo Valdemarin (http://paolo.evectors.it) una firma non di poco conto della blogosfera italiana della prima ora. Ha capito bene che siamo una provincia dell’impero ed ora il suo blog all’indirizzo principale è in lingua inglese, con un simpatico bottoncino per noi poveri autoctoni con su scritto “My Italian blog”, se proprio la lingua della perfida Albione non la masticate. Valdemarin il 13 ottobre scorso ha scritto un appello a partecipare a Les Blogs 2.0. Gli ha risposto positivamente solo Sergio Maistriello (www.sergiomaistrello.it). Risulta iscritta pure una Stefania Garofalo che però non invia il link al proprio blog e magari con i blog non c’entra niente.

Il più letto del mondo
Eppure l’Italia è un piatto forte della due giorni parigina, visto che la sessione sulle capacità dei blog di influenzare la politica sarà in gran parte incentrata sull’illustrazione della case history del blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) che tra l’altro proprio in queste settimane sta scalando prepotentemente la classifica dei blog più letti nel mondo. Nella top 100 più autorevole, quella stilata da Technorati (www.technorati.com), il comico genovese veleggia al ventiquattresimo post assoluto ed è il blog più letto del mondo in lingua diversa dall’inglese. Ebbene, proprio il caso di Grillo sarà illustrato alla platea parigina da Davide Casaleggio di Casaleggio associati (www.casaleggio.it) e i blogger provenienti da tutto il mondo discuteranno della capacità che ha avuto quel sito di influenzare la politica italiana. Peccato che i nostri connazionali saranno a casa a discutere dei fatterelli loro.

Una rivoluzione fatta altrove
Insomma, a Parigi discutono di cose serie e di come i blog possano influenzare le cose serie. Da noi non è che non si incontrino, i blogger. Si incontrano sì, ma solo per parlare di cavolate. Sono raduni più o meno amicali, per raccontarsi gli aneddoti o cercare anime gemelle (senza quasi mai trovarle, peraltro). Sono incontri di solitudini, come per esempio il Mesca che si terrà quest’anno a Torino (www.mescato.ilcannocchiale.it) in cui un paio di dozzine di fannulloni trascorreranno il fine settimana del 17 e 18 dicembre provando a distrarsi. Non piacciono ai blogger nostrani le aggregazioni per provare a ragionare su quella che è già una rivoluzione. Una rivoluzione fatta altrove. Il sito di Les Blogs avverte che a Parigi sono in corso disordini, ma il timore non rallenta il ritmo delle iscrizioni a quello che sarà senza dubbio ricordato come il web-evento europeo del 2005. E allora torna in mente quella canzone che avrete sentito mille volte nei documentari, risale alla Francia della fine degli Anni Trenta, poco prima dell’invasione nazista: Paris sera toujours Paris / la plus belle ville du monde / malgré l’obscurité profonde…

Pubblicato il 15/11/2005 alle 0.4 nella rubrica Pensieri accesi.

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