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U come Un grande momento di democrazia

E' stato bello, grazie a tutti. Alle tantissime persone che non sono riuscite ad entrare, con piazza Montecitorio che doveva accogliere i ritardatari con il risarcimento per loro di essere i primi a firmare la tessera numero uno del partito democratico.

Stefano Menichini ha diretto benissimo un dibattito che è stato anche a tratti infuocato, ma mi è sembrato molto costruttivo. Generazione U ora deve crescere in giro per l'Italia, siamo tutti disponibile a essere presenti ad iniziative dei tanti nuclei locali che erano presenti oggi a Roma. L'atto simbolico della nostra firma collettiva su quella tessera numero uno sta a significare che un primo passo è stato mosso. La costituente del partito democratico è l'obiettivo prossimo.

Io sono intervenuto. Mi ha facilitato l'intervento la presenza di alcuni volti amici della politica che conta: Paolo Gentiloni, Daniele Capezzone, Roberto Giachetti. Me la sono potuta prendere con loro per la sorpresa (espressa da Paolo che quanta pazienza deve dimostrare con me) per l'assenza di enfasi che ha caratterizzato la nascita dei gruppi unici alla Camera e al Senato di Ds e Margherita: caro Gentiloni, non sorprendiamoci, le operazioni calate dall'alto ormai non possono suscitare alcun entusiasmo.

E' lo stesso disagio che provo nel commentare l'operazione inciucista (la cui massima espressione è oggi sul Foglio il colloquio tra Piero Fassino e Giuliano Ferrara, per tranquillizzare Silvio Berlusconi sugli interessi che gli stanno più a cuore) che rischia di portare Massimo D'Alema alla presidenza della Repubblica. Chi legge questo blog sa che sono contrario nel merito. Da oggi sono contrarissimo anche nel metodo.

Comunque, la festa della Generazione U c'è stata. Trentacinque interventi, tutte le caramelle gentilmente offerte dall'hotel Nazionale mangiate senza vergogna, tanta passione politica e mai una richiesta di spazi e strapuntini. Questi nati negli Anni Settanta sono pronti per rappresentare uno spezzone significativo di quel grande partito popolare e di massa, partecipato davvero, che dovrà essere il partito democratico.

Le nuove tecnologie aiuteranno il nostro cammino, la nuove idee cresceranno anche attraverso di esse, nuove gambe daranno nuova lena per un percorso che oggi è solo iniziato. 

Pubblicato il 6/5/2006 alle 16.54 nella rubrica Diario.

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